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Scuole al collasso. Fondi di istituto sempre più bassi, le scuole ricorrono anche ai contributi delle famiglie

da Tecnica della scuola 15.02.10

 

La carenza di fondi sta costringendo dirigenti, Dsga, Rsu e consigli d’istituto a fare delle “acrobazie” economiche senza precedenti: in certi casi, però, sembra

che si stia esagerando. Ne è convinta l’associazione genitori A.Ge. della Toscana, secondo cui sarebbe in crescendo il numero di scuole dove i contributi delle

famiglie vengono dirottati su capitoli di spesa che non hanno nulla a che vedere con la didattica: "è un fatto – spiega Manzani Di Goro - che le scuole, di

fronte a una spesa ingente imprevista, mettono mano ai fondi più accessibili, primo fra tutti il contributo volontario dei genitori. Così sono sempre più

numerose – continua - le segnalazioni di un uso improprio del contributo volontario dei genitori, usati prima per la tassa sui rifiuti, poi per le visite fiscali

e i materiali di pulizia". Sempre secondo la presidente dell’associazione la circolare ministeriale n. 9537 sulla gestione del funzionamento scolastico del 14

dicembre avrebbe incentivato questa tendenza: "perché alle scuole – spiega Manzani Di Goro – è stata data l’indicazione di utilizzare i finanziamenti non

vincolati, fra i quali i più includono il contributo volontario dei genitori, per pagare gli stipendi dei docenti, il fondo incentivante per il personale e la

ditta di pulizie".La prodiga presidente toscana chiede quindi ai gestori delle scuole di impegnarsi per evitare questa destinazione impropria dei fondi

provenienti dalle famiglie: "La nostra proposta - presentata in occasione di due incontri con gli addetti ai lavori svolti ad inizio febbraio a Pistoia e Firenze

- è quella di versare sul conto delle scuole, vincolandoli, tutti i soldi che le famiglie spendono per le attività didattiche, abolendo così la cassa scolastica,

che è un uso tollerato benché vietato dalle leggi di contabilità dello Stato".Manzani Di Goro si rivolge, quindi, a quelle famiglie che sinora hanno vissuto

passivamente questa situazione di emergenza, che indirettamente si riversa sugli alunni ai quali non vengono destinate le risorse previste per legge: "i genitori

debbono tutelare per primi i loro figli, mettendo ben chiaro nella causale che il loro versamento è finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa, così quei

soldi entreranno vincolati in bilancio e potranno essere utilizzati esclusivamente a favore dei bambini e della didattica".La proposta dell’A.Ge permetterebbe

anche il vantaggio, per le famiglie, di poter detrarre la quota destinata alle scuole dalla dichiarazione dei redditi. "La legge 40/2007 – spiega il

rappresentante dei genitori - stabilisce infatti che hanno diritto alla detrazione del 19% per cento".La legge 40/2007 stabilisce infatti che hanno diritto alla

detrazione del 19% per cento "le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari (...) finalizzate

all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa". Ma se la scuola utilizza quei fondi per gli stipendi o per le

spese di pulizia la detrazione non spetta più. Oltre il danno (nei confronti dei figli), pure la beffa (ad opera dello Stato).

 
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