PDF Stampa E-mail

Secondaria superiore: no alla Gelmini. Iscrizioni al buio per 500 mila

da Repubblica it  20.02.10

 

Scelta al buio per un milione e mezzo di studenti italiani. Le iscrizioni al primo e agli anni successivi delle scuole superiori targate Gelmini inizieranno il

26 febbraio, ma i Regolamenti che giustificano la riforma, definita "epocale" dallo stesso ministro dell'Istruzione, misteriosamente non sono ancora stati

pubblicati. E senza Regolamenti, gli studenti non sapranno cosa e come studieranno, gli insegnanti non sapranno cosa e dove insegneranno, le scuole e gli enti

locali (le province e le regioni) non potranno formulare i loro piani dell'offerta formativa. Si va avanti in questi giorni a forza di bozze non ufficiali, che

possono cambiare da un momento all'altro, di voci provenienti dalla capitale e di indiscrezioni. Ma di certo c'è poco, solo una circolare sulle iscrizioni che la

Flc Cgil definisce piena di "contraddizioni".

E dire che dalla definitiva approvazione della riforma da parte del Consiglio dei ministri, avvenuta lo scorso 4 febbraio, sono passati ben 15 giorni. I tre

Regolamenti - che verranno pubblicati in gazzetta sottoforma di decreti del Presidente della repubblica, non avrebbero ancora ottenuto il benestare dei tecnici

del ministero dell'Economia, particolarmente attenti ai tagli. Il numero di ore tagliate in ogni indirizzo, come si evince dalla relazione tecnica allegata al

provvedimento, sarà sufficiente a garantire la cura dimagrante (27 mila cattedre in tre anni) per gli organici del personale docente che il governo si aspetta?

E' questo il quesito che si pongono gli esperti di via XX settembre.

Intanto, gli oltre 500 mila ragazzini che frequentano la terza media sono chiamati a scegliere come proseguire gli studi, ma i dubbi sono ancora parecchi. La Flc

Cgil ne cita soltanto alcuni. "La circolare sulle iscrizioni - dicono da via Leopoldo Serra - evidenzia numerose contraddizioni legate alle possibili scelte

degli indirizzi". Allo scientifico, per esempio, "manca la distinzione tra il liceo scientifico e l'opzione delle scienze applicate: quella senza il Latino".

Quali scuole potranno attivarla? E in quale misura: una classe, due classi o tutte? Le scuole non lo sanno e di conseguenza non lo sapranno neppure le famiglie.

Stesso discorso per le opzioni dei licei delle scienze umane e "per l'istituto professionale per i servizi socio sanitari, per i quali - continuano dalla Cgil -

non si fa nessuna distinzione rispetto alle due ulteriori articolazione di Ottico e Odontotecnico". Ma non è tutto.

Anche i licei linguistici e quelli musicali e coreutici, di cui si sa pochissimo, viaggiano a vista. Dove saranno attivati? E con quanti posti disponibili? Il

fatto è queste cose sono di competenza delle regioni e delle province, che dovrebbero predisporre i cosiddetti Piani dell'offerta formativa territoriali, ma in

assenza dei Regolamenti tutto è fermo. "Risulta veramente paradossale - commenta i sindacato guidato da Mimmo Pantaleo - che l'informazione alle famiglie possa

essere fornito attraverso un sistema automatico di confluenze, vedi punto 11 della circolare, in barba alle competenze delle Regioni e alle eventuali richieste

delle scuole".

I dubbi diventano enormi passando agli istituti tecnici e professionali. Sono circa un milione gli studenti delle prime, seconde e terze classi che il prossimo

anno (quando diventeranno seconde, terze e quarte classi) si vedranno ridotto l'orario delle lezioni. A 32 ore oppure a 34 per le seconde e 35 ore per le terze e

quarte? Una bozza di regolamento prevede tagli alle ore soltanto nelle seconde e terze, un altro anche alle quarte. Qual è quello più attendibile? E quali

materie verranno sforbiciate negli istituti tecnici, quelle con il maggiore numero di ore: cioè quelle tecniche? Potrebbe essere, ma non è ancora certo.

E ancora, quali materie potranno insegnare i docenti? Ma, soprattutto, in quali indirizzi. Solo a titolo di esempio, si veda la questione della Matematica al

liceo scientifico. I docenti di sola Matematica potranno continuare ad insegnarla al biennio o saranno dirottati altrove? E chi insegnerà l'Informatica negli

scientifici? E le lingue straniere, è vero che col tempo si farà una sola cattedra per Inglese e Francese? Al momento, e senza documenti ufficiali, l'unica cosa

certa sembra proprio l'incertezza.

Le scuole, in più, non sono ancora in grado di definire i loro piani dell'offerta formativa, anche perché, si vocifera che gli eventuali docenti che dovessero

rimanere senza cattedra, visto che lo stato li pagherà ugualmente, potrebbero essere richiesti dalle stesse scuole per ampliare l'offerta formativa. Ma sarà

vero? E, in ogni caso, quando si saprà? Probabilmente ad agosto quando scatteranno i trasferimenti dei docenti. Ma, in questo caso, i genitori avranno già scelto

da un pezzo e ritornare sui propri passi sarà impossibile.

 
RocketTheme Joomla Templates